Fili di trazione: il lifting non chirurgico per ridefinire i contorni del viso

Scopri il trattamento con fili di trazione: solleva, rassoda e rinnova la pelle stimolando naturalmente il collagene.

Fili di trazione: il lifting non chirurgico per ridefinire i contorni del viso

Con il passare del tempo, la pelle tende naturalmente a perdere tonicità ed elasticità: i contorni del viso si rilassano, i volumi cambiano, e l’espressione può apparire più stanca.
Oggi la medicina estetica offre diverse possibilità per contrastare l’effetto della forza di gravità, intervenendo su questi segni in modo mirato e graduale, rispettando sempre la fisionomia e l’armonia del viso.

Tra i trattamenti indicati troviamo i fili di trazione: una procedura ambulatoriale e minimamente invasiva che consente di sollevare delicatamente i tessuti e stimolare la produzione di collagene, migliorando nel tempo la compattezza e la qualità della pelle.

Il risultato è un viso più disteso e definito, con un effetto naturale e progressivo che valorizza i tratti senza alterarli.

Cos’è il trattamento con i fili di trazione

I fili di trazione, conosciuti anche come fili di sospensione, sono sottilissimi fili biocompatibili e riassorbibili che vengono inseriti sotto la pelle grazie a delle cannule, cioè degli “aghi senza punta tagliente”.

Una volta posizionati, i fili si ancorano ai tessuti e li sospendono delicatamente verso l’alto, esercitando un effetto di trazione immediato.

Il loro effetto non si limita a questo: nel corso delle settimane successive, i fili stimolano il tessuto circostante a produrre nuovo collagene ed elastina, due proteine fondamentali per mantenere la pelle tonica, elastica e giovane.

Il risultato è duplice: un sollevamento immediato e un miglioramento progressivo della qualità cutanea.

Di cosa sono fatti i fili

Esistono diversi tipi di fili, realizzati con materiali completamente riassorbibili e biocompatibili, quindi sicuri per l’organismo.

I più utilizzati sono i fili in PDO (Polidiossanone), utilizzato con successo da decenni come materiale da sutura riassorbibile in chirurgia. L’idea di utilizzare il PDO nella medicina estetica è nata proprio dall’osservazione istologica dei tessuti che vengono in contatto con la sutura durante il suo riassorbimento. Il risultato? Maggiore produzione di collagene con un conseguente  effetto rassodante naturale.

L’innovazione successiva è stata quella di renderli “traenti”, creando, con tecnologie sofisticate, degli “appigli” per ancorarli ai tessuti una volta sfilata la cannula che li contiene e li guida nelle zone più suscettibili all’effetto liftante.

La scelta del tipo di filo dipende dalle caratteristiche del paziente, dall’area da trattare e dal risultato desiderato: sarà il medico, dopo una valutazione personalizzata, a stabilire la strategia più indicata.

In quali zone si possono applicare

I fili di trazione sono estremamente versatili e possono essere utilizzati sia sul viso che sul corpo. Le zone più trattate sono:

– Guance e zigomi, per sollevare i tessuti e ripristinare i volumi naturali.

– Contorno mandibolare (jawline), per ridefinire i profili e contrastare il cedimento cutaneo.

– Sopracciglia, per uno sguardo più aperto e fresco.

– Collo e sottomento, per migliorare la compattezza e ridurre l’effetto “pelle rilassata”.

– Braccia, addome e interno cosce, nei casi di lieve rilassamento cutaneo.

Come si svolge la seduta

Il trattamento con fili di trazione viene eseguito in ambulatorio e non richiede ricovero o anestesia generale.

Dopo una visita preliminare in cui il medico valuta le aree da trattare e disegna i punti di inserimento, si applica una crema anestetica e poi si pratica una leggera anestesia locale per rendere indolore la realizzazione del punto di inserimento della cannula. Inizialmente si usa una cannula “vuota” per portare nei tessuti una soluzione anestetica che aiuterà anche il passaggio dei fili di trazione .

Grazie alle proprie cannule, i fili vengono posizionati nel derma. Una volta inseriti, il medico modella i tessuti facendoli scorrere in senso opposto ai vettori della forza di gravità esercitando una lieve trazione fino a ottenere il risultato desiderato.

La seduta dura in media tra i 30 e i 60 minuti, e al termine il paziente può tornare alle proprie attività quotidiane. Nelle prime ore ci sarà un leggero gonfiore o piccoli lividi, che si risolvono spontaneamente in 1 o 2 giorni.

Dopo il trattamento: cosa aspettarsi

Il risultato dei fili di trazione è immediato ma naturale: il viso appare subito più tonico e definito, senza stravolgere l’espressività.

Nelle settimane successive, il processo di stimolazione del collagene amplifica progressivamente l’effetto lifting, migliorando la texture e la luminosità della pelle.

Per ottimizzare il risultato, si consiglia di:

– evitare sport intensi e massaggi per circa una settimana;

– dormire in posizione supina per i primi giorni;

– seguire le indicazioni post-trattamento fornite dal medico.

Quanto durano i risultati

I fili vengono riassorbiti gradualmente nell’arco di 6–12 mesi, ma l’effetto estetico può durare fino a 18–24 mesi, grazie alla stimolazione di nuovo collagene.

Il mantenimento dei risultati dipende da diversi fattori, come il tipo di filo utilizzato, l’età del paziente, lo stile di vita e la qualità della pelle.

Molti pazienti scelgono di ripetere il trattamento ogni 1–2 anni per mantenere nel tempo la compattezza e la definizione dei contorni del viso, considerando che la forza di gravità continua ad agire ogni giorno della nostra vita.

Vantaggi dei fili di trazione

– Effetto lifting non chirurgico immediato e naturale

– Nessuna cicatrice o incisione chirurgica

– Stimolazione biologica dei tessuti

– Tempi di recupero brevissimi

– Risultati personalizzabili e progressivi

Chi può sottoporsi al trattamento

I fili di trazione sono indicati per donne e uomini che desiderano migliorare il tono e la compattezza del viso senza ricorrere a interventi invasivi di chirurgia estetica.

Sono ideali nei casi di rilassamento lieve o moderato, quando la pelle ha perso elasticità ma non necessita ancora di un lifting chirurgico.

Non sono invece indicati in caso di:

– infezioni cutanee in corso;

– disturbi della coagulazione;

– gravidanza o allattamento;

– gravi lassità cutanee che richiederebbero un intervento chirurgico.

Solo una visita medica accurata può stabilire se il trattamento è adatto al singolo paziente.

FAQ – Domande frequenti

1. Il trattamento è doloroso?

No, la procedura è generalmente ben tollerata. Si applica una crema anestetica topica, si inocula una piccola quantità di anestetico locale nei punti di inserimento delle cannule e con queste si diffonde una soluzione anestetica nei tessuti da trattare, per migliorare il confort e l’applicazione dei fili.

2. I fili sono visibili o percepibili al tatto?

No. Una volta inseriti i fili non sono visibili né palpabili. Nei primi tempi si può avvertire una lieve sensazione di tensione o “presenza” dei fili durante alcune espressioni più ampie, come il sorriso, che tende a scomparire spontaneamente nel giro di poche settimane. Un leggero accumulo di tessuto si può formare nelle zone in cui si è diretto l’eccesso cutaneo ma  scomparirà spontaneamente.

3. Posso truccarmi dopo il trattamento?

Sì, generalmente dopo 24 ore, evitando di massaggiare la zona trattata

4. I fili di trazione sono sicuri?

Assolutamente sì. Tutti i materiali utilizzati sono biocompatibili, sterili e riassorbibili, e vengono eliminati naturalmente dall’organismo, lasciando comunque i tessuti circostanti più tonici ed elastici.

5. Si possono combinare con altri trattamenti estetici?

Sì. I fili di trazione possono essere associati a filler di acido ialuronico, alla tossina botulinica, alla biostimolazione o ai peeling per potenziare e coadiuvare il risultato complessivo.

6. Quando si vedono i risultati definitivi?

Il miglioramento è visibile da subito, ma il risultato ottimale si raggiunge dopo 4–6 settimane, quando la pelle ha iniziato a produrre nuovo collagene.

7. Quanto tempo devo aspettare per rifarlo?

Generalmente il trattamento può essere ripetuto dopo 12–18 mesi, a seconda del tipo di filo e della risposta individuale.

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